La zeppola è un dolce italiano che incarna la tradizione e il gusto inconfondibile della pasticceria mediterranea. Con una storia che si perde nei secoli, questa prelibatezza ha conquistato il cuore di generazioni di golosi. Scopriamo insieme le origini di questo dolce e come preparare la sua versione classica.Le origini esatte della zeppola sono incerte, ma si crede che abbia radici antiche che risalgono al periodo romano. Il nome stesso "zeppola" potrebbe derivare dal latino "zippula", che indicava un tipo di dolce fritto consumato nell'antica Roma. Nel corso dei secoli, la zeppola si è evoluta e si è diffusa in diverse regioni italiane, assumendo varianti regionali e diventando un simbolo delle festività religiose e tradizionali. In particolare durante la Festa di San Giuseppe il 19 marzo, quando vengono preparate le zeppole di San Giuseppe, ripiene di crema pasticcera.Preparare le zeppole in casa è un'esperienza gratificante che porta il profumo irresistibile della pasticceria tradizionale direttamente nella tua cucina. Ecco la ricetta classica per realizzare le zeppole più deliziose:
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venerdì 15 marzo 2024
lunedì 8 marzo 2021
Focaccia senza Impasto: No Knead Focaccia
Finalmente ho trovato la ricetta perfetta per chi, come me, non è molto bravo con gli impasti e le lievitazioni. La focaccia senza impasto, chiamata anche No knead Focaccia, è la ricetta dove non servono impastatrici o planetaria, servono solo un mestolo e una ciotola. Una focaccia semplicissima e morbida, da farcire in tantissimi modi. Io la preparo la mattina per la sera, ed il gioco è fatto. La lievitazione avviene fuori dal frigo, in un ambiente di circa 18/22 gradi. L'impasto sarà molto molle, ma non vi preoccupate, non fatevi ingannare perché la riuscita è strepitosa. Siete pronti?
Buona Focaccia
lunedì 15 febbraio 2021
Ciambelline di Carnevale Senza Patate
Perciò bando alle ciance e mettiamoci all'opera.
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giovedì 3 settembre 2020
Polpette di Melanzane, Fritte, al Forno e in versione Veg
Il mio amore spassionato per le melanzane è ormai da tempo risaputo. E quando madre natura mi dona questa verdura speciale, io la utilizzo in mille modi dall'antipasto al secondo. Ma una ricetta davvero unica che fa gola un pò a tutti sono : "Le polpette di melanzane con la provola".
Quando le preparo, non faccio in tempo di sedermi che già sono finite.
La ricetta ha origini antichissime e nascono proprio nel mio amato Sud.
Ci sono tante versioni che differiscono da città in citt, ma anche da famiglia a famiglia. Io le preparo cosi, perfette fritte o al forno, ma anche nella variante veg.
Buon lavoro amici.
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mercoledì 1 luglio 2020
Panini Napoletani
Napoli, si sa, è famosa per la sua cucina, dolce o salata, e i suoi prodotti sono conosciuti in tutto il mondo. Tante sono le creazioni partenopee cui è impossibile resistere e, tra questi, figura sicuramente il panino napoletano. A Napoli lo si trova un po’ ovunque: dal panettiere, dal salumiere, nei supermercati etc.
Chiamato anche pagnottiello, tale rustico è caratterizzato da un impasto molto morbido ed è preparato con ingredienti che variano in base al gusto personale e/o alla disponibilità. Potete trovare alcune varianti con l’uovo sodo, ma sono due gli ingredienti imprescindibili per preparare un classico panino napoletano: salame e provolone. Nel tempo la ricetta si è evoluta, arricchendosi; ecco spiegata, dunque, la presenza sul mercato di panini napoletani farciti con parmigiana di melanzane, salsiccia e friarielli e simili.
Tornando a noi, alla ricetta classica, si dice che le sue origini siano da ricercarsi nelle case delle antiche massaie napoletane, le quali, per non buttare gli avanzi della cena, li utilizzavano per farcire il pane. Non è difficile immaginare che a qualcuna di esse sia venuto in mente di utilizzre formaggi e insaccati, dando così vita a quello che per me è il panino più buono della storia.
Le cose buone, specie se a buon prezzo, fanno sempre breccia nel cuore del popolo. È sicuramente stato per questi motivi, uniti alla rapidità di preparazione, che è stato salutato dalla città con passione ed eletto a principe dello street food napoletano.
Attirata da questa ricetta, ho voluto provarla per tutti voi ed eccovi la mia ricetta.
Queste e tante altre le troverete anche su TheGoosto.it
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venerdì 24 aprile 2020
Focaccia Morbida
Il mondo del blogging ha tanti lati negativi, e non sto qui per annoiarvi, ma ne ha tanti positivi tra cui conoscere persone speciali con le quali puoi collaborare e creare ricette davvero interessanti.
Questa ricetta racconta un pò l'amicizia rafforzata con Tiziana, conosciuta anni fa e rincontrata poi per caso grazie ad uno dei tanti eventi a cui prendiamo parte. Diciamo che è una figura molto materna, lei è sempre pronta ad ascoltarti o a consigliarti sia per quanto riguarda il lavoro che nella vita privata. Ci sopportiamo a vicenda. Qualche giorno fa ha riprodotto questa focaccia e io me ne sono innamorata, e con un paio di videochiamate, mi ha insegnato a rifarla per il mio sabato sera.
La ricetta è semplice, può essere riprodotta anche con altri macchinari, noi abbiamo utilizzato il nostro amico in cucina: il Cook Expert di Magimix.
Il risultato è stato strepitoso, al tal punto da rifarla ancora. Spero che tutto questo passi al più presto per poterla mangiare insieme.
Grazie Tiziana.
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lunedì 23 marzo 2020
Tarallini Pugliesi al Finocchietto
Perché dobbiamo privarci del rito dell'aperitivo? Ogni volta che apro una bottiglia di vino mi manca sempre qualcosa, come i taralli. Così ho cercato una ricetta semplice da poter replicare in casa in poco tempo.
Questa è una delle tante versioni dei taralli, io li ho aromatizzati col finocchietto, ma potete divertirvi con tante spezie anche con del peperoncino.
Questa versione di taralli, vi permetterà di conservarli per circa 15 giorni e anche di richiuderli in delle bustine e regalarli.
Mettiamoci all'opera e iniziate a scegliere il vino adatto, io ho utilizzato il bianco dell'azienda agricola di Caiazzo, Alepa, della mia amica Paola Riccio: "Casa in Campagna".
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venerdì 7 febbraio 2020
Sfogliatella Frolla Napoletana
Svegliarsi presto la mattina per andare in un laboratorio a Napoli e scoprire la ricetta classica delle sfogliatelle, non capita tutti i giorni. Infatti, la settimana scorsa, dopo una semplice richiesta attraverso le stories di Instagram del mio account @ornyfattoincasaepiubuono: " Chi mi invia la ricetta originale napoletana delle sfogliatelle?", gli amici di Cuori di Sfogliatella di via Toledo, mi hanno invitata nel loro laboratorio. Qui, con l’aiuto del pasticcere Marco, ho provato a fare questo dolce tanto amato, al sud quanto al nord.
Iniziamo col dire che questo dolce è nato in un convento e cresciuto proprio a via Toledo. La leggenda narra che una suora, addetta alla cucina, le avanzò un po’ di semola nel latte. Così ebbe l'idea di aggiungere all'interno frutta secca, limoncello e zucchero e di avvolgere il tutto tra due sfoglie ammorbidite con lo strutto. Questo dolce venne subito commercializzato fino al 1818. Dopodiché, Pasquale Pintauro, entrò in possesso della ricetta. L'osteria che aveva in via Toledo si trasformò subito in pasticceria, tutt'ora esistente, apportando alla ricetta delle modifiche. Dalla forma con cappuccio creata dalle monache, diventò poi una vera conchiglia. Oggi esistono due versioni: la riccia e la frolla. Quest'ultima per me è davvero speciale e la desidero spesso. Adesso, posso dire di saperle fare anche io. Di seguito, vi lascio la ricetta per farle in casa ai vostri cari. Non è difficile, perciò mettevi all'opera.
Iniziamo col dire che questo dolce è nato in un convento e cresciuto proprio a via Toledo. La leggenda narra che una suora, addetta alla cucina, le avanzò un po’ di semola nel latte. Così ebbe l'idea di aggiungere all'interno frutta secca, limoncello e zucchero e di avvolgere il tutto tra due sfoglie ammorbidite con lo strutto. Questo dolce venne subito commercializzato fino al 1818. Dopodiché, Pasquale Pintauro, entrò in possesso della ricetta. L'osteria che aveva in via Toledo si trasformò subito in pasticceria, tutt'ora esistente, apportando alla ricetta delle modifiche. Dalla forma con cappuccio creata dalle monache, diventò poi una vera conchiglia. Oggi esistono due versioni: la riccia e la frolla. Quest'ultima per me è davvero speciale e la desidero spesso. Adesso, posso dire di saperle fare anche io. Di seguito, vi lascio la ricetta per farle in casa ai vostri cari. Non è difficile, perciò mettevi all'opera.
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lunedì 5 marzo 2018
Vi Consiglio un Posto: Il Bistro' di Hackert
In pieno centro a Caserta ha aperto nel giugno scorso la
nuova avventura gastronomica dello chef Marco Merola, il quale ha voluto omaggiare
il famoso pittore tedesco Jakob Philipp Hackert, intitolandogli il suo locale,
l'artista infatti si è lasciato ispirare per la sua pitture dal nostro
territorio rappresentandolo in tante sue opere. L'intero locale si compone di
un grande spazio aperto che ospita nella parte davanti un bar, una pasticceria
e un bistrot, mentre sul retro un ristorante gourmet, con una bellissima cucina
a vista, e una scuola di formazione professionale. Io voglio raccontarvi della
mia esperienza alla pasticceria e al bistrot, che è aperto tutti i giorni a
pranzo, luogo ideale per trascorrere la propria pausa dal lavoro in un ambiente
elegante, ma informale.
lunedì 12 febbraio 2018
Il Migliaccio di Carnevale
Il migliaccio è il dolce classico napoletano che viene preparato come tradizione il martedì di carnevale, ma è diffuso in tutta la Campania. Possiamo dirlo, qui al sud abbiamo veramente tante ricette per ogni occasione.
Il carnevale in particolare, è una festa che ha mille piatti nel ricettario, sia dolci che salati. Immancabile e la lasagna e poi le chiacchiere, ma ci vogliamo dimenticare delle graffe, delle castagnole, del sanguinaccio o del migliaccio?
Quest'anno ho voluto fare la brava blogger e prepararlo per la prima volta per tutti voi e anche per me. Prima di adesso questo dolce non mi attirava poi così tanto.
Torniamo un pò indietro nel tempo: il migliaccio è un dolce molto povero, considerato il dolce di fine inverno che veniva sfornato prima di Pasqua. Ha origine molto antiche, quasi medioevali e veniva preparato con la farina di miglio. Il suo profumo è molto particolare, ed è amato da tutti: grandi, ma soprattutto piccini. Pensate che ho scoperto che la mia amica, originaria della Russia, lo prepara spesso anche lei, aggiungendo però diversamente dalla nostra ricetta, il latte condensato. E' una torta morbida, che prepara quasi sempre ed è la merenda preferita dei suoi bambini. Noi invece lo abbiamo riservato a questa festa cosi speciale, che oggi purtroppo regna sempre meno.
Ricordo che all'età di 10 anni, questo era il periodo più bello, c'erano sempre tante feste in maschera a cui partecipare e tanti dolci da mangiare. Mia madre, negata in cucina da sempre, acquistava sempre chiacchiere e dolci vari dalle migliori pasticcerie, per non farmi fare brutte figure, mentre le altre mamme sfornavano di tutto e di più, ma non si può avere tutto dalla vita.
Comunque la mia opinione su questo dolce è cambiata, mi è piaciuto coì tanto, che ne ho sfornati 3 e devo dire che la ricetta è davvero semplice e si prepara in poco tempo. Io da brava donna di fornelli ho aggiunto un mio tocco: le amarene. Credetemi se vi divo che è davvero speciale.
Allora vi ho convinto?
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lunedì 15 gennaio 2018
Patate, Riso e Cozze
Tutti amiamo la nostra terra, tutti adoriamo i piatti della tradizione a tal punto da sostenere che che la cucina della propria regione sia la migliore. Sarà veramente così?
Ecco perché nasce Cuochi d’Italia: la seconda stagione in onda da oggi, dal lunedì al venerdì alle 19:40 su TV8.
Una sfida culinaria capitanata dallo Chef Alessandro Borghese. Al suo fianco, nel ruolo di giudici, gli Chef Cristiano Tomei e Gennaro Esposito.
I concorrenti sono 20 cuochi professionisti – provenienti ciascuno da una diversa regione del Belpaese – che a colpi di piatti tipici e ingredienti tradizionali si contendono il titolo di Miglior Cuoco Regionale d’Italia. I sapori regionali sono una delle principali ricchezze del nostro Paese: un connubio di materie prime, lavorazioni e ricette che rendono unico, dal punto di vista gastronomico, ogni angolo d’Italia.
Io e la mia amica e collega Elena, il suo blog è "se questo è un uovo" ,abbiamo deciso di sfidarci anche noi a colpi di mestoli preparando a vicenda due ricette speciali della nostra terra. IO preparerò Patate, riso e Cozze, piatto tipico Barese, mentre si cimenterà con un must della cucina napoletana. Ne vedremo delle belle, due regioni che si sfidano con due piatti molto tradizionali, chi vincerà?
lunedì 8 gennaio 2018
Vi Consiglio un Posto: Casa Vitiello
Uno dei motivi per cui amo il mio lavoro, ve l’ho detto più volte, riguarda le atmosfere familiari che il cibo è capace di ricreare intorno ad un tavolo, che sia composto da amici o da colleghi, o nella migliore delle ipotesi da entrambi così come è successo il 12 novembre, quando, invitata in qualità di food blogger, ho trascorso il mio pranzo domenicale presso Casa Vitiello per partecipare all’evento Fuochi e Forni. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti in cui un Maestro Pizzaiolo, quale è Ciccio Vitiello, invita uno chef stellato ad esprimere la sua arte culinaria attraverso gli impasti delle sue pizze. Il primo chef a partecipare è stato Roy Caceres, stella michelin presso il Ristorante Metaforfosi a Roma, le portate sono state accompagnate dai cocktails pensati per l’occasione da Radici Clandestine, un piccolo bar nel centro storico di Caserta che si distingue per l’offerta e la qualità dei cocktails proposti.
lunedì 6 marzo 2017
Ziti alla Genovese
Salve cari amici, dopo alcuni giorni di silenzio, riesco finalmente a scrivervi questa ricetta per me molto cara: "la Genovese".
Credo che in Campania, dopo il ragù, venga prorpio lei, con quel gusto deciso e quell'odore forte.
Nonostante sia una campana doc, non so bene l'origine del nome di questa pietanza e la sua storia. Così, pc e libri alla mano, mi sono messa a studiare per voi.
Le ipotesi sono due: chi sostiene che durante il periodo aragonese, il porto pullulasse di bettole tenute da cuochi genovesi. Tra i piatti che venivano serviti, vi era una particolarissima pietanza, un sugo a base di cipolla e di un pezzo di carne intero detto "o tucc''. Il piatto si sarebbe chiamato "genovese", quindi, per l'origine di questi cuochi.
Una seconda ipotesi attribuisce la creazione della genovese alla genialità di un cuoco di una delle migliori trattorie di Napoli; il cuoco, napoletano al 100%, era però soprannominato 'o genoves', da cui il nome del piatto.
Ma approfondendo di più il tema ho scoperto che in un antichissimo libro di cucina napoletano in lingua latina, "Liber de coquina", vi è una ricetta a titolo "De tria ianuensis", tradotto in "La tria genovese". Con il termine tria sembrerebbe che all'epoca si intendesse la pasta. La ricetta poi parla di un sugo preparato con le cipolle e con la carne.
Indipendentemente dall'origine, questo piatto è uno dei miei preferiti, ma la ricetta mi è stata insegnata dal mio caro amico Chef Francesco Natale.
Insieme infatti abbiamo poi riportato questa pietanza diorigine napoletana in un panino.
Per questa ricetta non potevo no utilizzare la pasta del "Pastificio dei Campi" regalatomi dal grande Peppe Guida, una Stella Michelin, Chef dell''Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense.
Siete pronti? La cottura è lunga, ma alla fine, sarete molto soddisfatti.
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venerdì 27 gennaio 2017
Il Danubio Salato di Zia Mina
Questi giorni per me sono davvero pieni, ho trovato finalmente la casa che cercavo, e tra una settimana mi trasferisco per vivere questa nuova avventura, ma nonostante tutto mi sono ritagliata questa mezz'ora di pace per la ricetta della settimana.
Il Danubio è una ricetta tipica della cucina napoletana. È un impasto brioche lievitato che può essere sia dolce che salto, che viene suddiviso in piccole palline condite con prosciutto, salame o ricotta per la versione salata, oppure cioccolato o marmellata per quella dolce.
Zia Mina, ovvero la mamma di Paola,che è un vero portento in cucina, lo prepara spesso, soprattutto in occasione dei compleanni delle sue bellissime nipotine. Un giorno io e Paola ci trovavamo proprio li durante la preparazione, ed io non ho potuto fare a meno di segnarmi il tutto, per poterlo rifare per tutti voi.
Siete pronti?
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venerdì 13 gennaio 2017
Torta Pere e Cioccolato
Questa cosa che dopo il natale dobbiamo metterci a dieta non la concepisco. Si è vero queste feste natalizie sono sempre un modo per prendere chili facili in pochi giorni, ma poi ne bastano altri per depurati con zuppe o vellutate e ritorni in forma senza vietarti momenti di pura felicità. Io la penso così, il cibo deve essere in nostro amico, non nemico, senza rovinarci piccoli attimi di godimento. Io per esempio cerco di non mangiare dolci in settimana ma la domenica, almeno per me, è sacra. Dolce, pasticcini, biscotti non possono mancare alla fine di ogni pranzo. Spesso, in questa giornata di ozio e cibo, preparo la mia torta cioccolata e pere, questa volta l'ho resa un pò più "chic" guarnendola con la glassa al cioccolato, smarties e meringhe. Se seguite alla lettera la ricetta e controllate bene la cottura, vi uscirà un dolce davvero favoloso.
Parola mia.
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giovedì 22 dicembre 2016
Cestini di Struffoli
Scrivere un post non è sempre così semplice, spesso non sai cosa raccontare. Proprio ieri sera un mio amico mi ha consigliato di parlare del mio stato d'animo di oggi dopo quello che ho passato. Beh, a dirla tutta non so come mi senta realmente, ovvero speravo di trascorre per la prima volta un natale sereno con accanto una persona speciale che mi riempiva le giornate di tante risate e piccoli battiti, invece mi ritrovo sola ancora una volta buttata a pieno nel mio lavoro per non pensarci. Il natale è una di quelle festività che amo di più, la famiglia si riunisce, gli amici forestieri, ritornano a casa e gli amori diventano più coccolosi e romantici, tutto è più bello anche il clima freddo!!!
Le case si vestono a festa, gli alberi illuminati, tutti sono allegri e invece proprio quest'anno sarà il tanto lavoro o sarà la mia ennesima delusione ma non riesco a sentire l'anima del natale. Ma nonostante tutto non mi fermo mai, soprattutto in cucina, anzi forse è il momento migliore per preparare tante buone ricette della tradizione, proprio come questa, da portare a tavola in queste feste o da stuzzicare durante le serate con gli amici: "Cestini di Struffoli".
Ho utilizzato la ricetta della mia cara nonna, che non smentisce mai, ed ho creato dei cestini di frolla, davvero molto carini che ne dite?
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giovedì 22 settembre 2016
Torretta di Parmigiana di Melanzane Rivisitata
Cari amici della Campania, non me ne vogliate, ma stamani ho deciso di rivisitare un classico della nostra tavola, la Parmigiana.
Io la chiamerei "Sua Maestà la Parmigiana". Per noi al sud è un toccasana, proprio come la polenta per gli amici del nord. Da noi si prepara la domenica, ma se la nonna ce la fa trovare anche il martedì noi non diciamo di no.
Questa volta non ho seguito la ricetta di famiglia, anzi ho deciso di rivisitare questo piatto e di utilizzare gli stessi ingredienti ma con un tocco speciale. La parmigiana viene preparata di solito con le melanzane fritte, la mozzarella, il basilico e il pomodoro. Io invece ho voluto stravolgere un po' tutto, utilizzando i pomodori ciliegino, una crema di basilico, una crema di pomodoro arrostito e, infine, il gusto unico ed inconfondibile dell' Emmentaler DOP.
Questo formaggio, famoso per i suoi buchi e per il suo gusto dolce con sentori di noce, mi sorprende sempre di più in cucina, ormai non ne posso fare più a meno.
Il Re dei formaggi Svizzeri unito alla Regina della cucina Campana. La cucina è dinamica, non possiamo sempre rispettare le regole: in Amore, in Guerra e anche in Cucina ....tutto è lecito no??
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giovedì 25 febbraio 2016
Carciofi Ripieni della Nonna
Spesso mi capita di avere delle voglie come se fossi una donna incinta, non oso immaginare quando arriverà il giorno in cui lo sarò veramente, povero il mio compagno. Qualche giorno fa la nonna mi chiama e mi dice: "ti ricordi i miei carciofi imbottiti, li vorrei mangiare "
Io: "certo nonna e chi se li dimentica?!?"
Appena attaccai il telefono, scesi di casa alla ricerca dei carciofi.
Questi carciofi sono davvero speciali, la ricetta è della mia nonna Pina, la nonna siciliana bravissima ai fornelli, lei mi ha insegnato tanto e questa è una delle tante ricette che ho "rubato" dalla sua magnifica cucina, ricca di colori e piena di racconti della sua gioventù. Ricordo che quando nonna li preparava, tutti correvamo a casa sua per mangiarli, con del pane sotto e il tutto accompagnato con il vino rosso di casa del nonno.
Sono passati molti anni, e purtroppo la nonna non cucina più come prima, e credetemi se vi dico che per me è un dispiacere immenso. Lei rendeva i piatti semplici, in piatti speciali.
Per preparare questi carciofi ho aspettato ben una settimana, perchè le "mammole" cosi si chiamano, sono difficili da reperire in alcuni periodi. Il carciofo Romanesco del Lazio IGP, o “mammola”, ha una forma sferica e compatta, è privo di spine, il sapore è dolce e gradevole e la sua grandezza lo rende adatto ad essere cucinato ripieno, proprio come la ricetta della mia nonna.
Si affaccia sui banchi del mercato dal mese di gennaio in poi e non possiamo non notarlo per la sua bellezza.
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lunedì 28 dicembre 2015
Tiramisù di Panettone agli Agrumi
Le vacanze non sono ancora finite, anzi adesso dobbiamo affrontare la vigilia di capodanno, con la sua cena sforzesca e il pranzo dell'anno nuovo, re delle tradizioni.
Il Natale è una festa bellissima per me, oltre ad essere un periodo ricco di emozioni e ricordi, è una festa in cui la cucina e le tradizioni sono le protagoniste principali. Per esempio, da noi il giorno di Santo Stefano si mangia il brodo di pollo o di carne, mentre dalla mia amica, a Bologna, si mangia il ragù... ogni mondo è paese. Ma c'è una cosa si mangia sia al Nord che al Sud, ovvero il panettone, mandorlato, semplice, con i canditi o senza. Lui regna sovrano sulle nostre tavole durante tutte le feste. Così, io e Amelia abbiamo deciso di preparare un dolce speciale proprio col panettone, senza tralasciare i profumi della nostra terra: "gli agrumi e il limoncello".
Questa ricetta è stata pensata proprio per il cenone di Capodanno, per regalare ai vostri ospiti un dolce diverso ma allo stesso tempo tradizionale "Tiramisù di Panettone agli Agrumi".
Se avete già in mente il dolce da preparare per la cena della vigilia, potete utilizzare la nostra ricetta per riciclare il panettone dopo le feste...noi non buttiamo via nulla.
Il Natale è una festa bellissima per me, oltre ad essere un periodo ricco di emozioni e ricordi, è una festa in cui la cucina e le tradizioni sono le protagoniste principali. Per esempio, da noi il giorno di Santo Stefano si mangia il brodo di pollo o di carne, mentre dalla mia amica, a Bologna, si mangia il ragù... ogni mondo è paese. Ma c'è una cosa si mangia sia al Nord che al Sud, ovvero il panettone, mandorlato, semplice, con i canditi o senza. Lui regna sovrano sulle nostre tavole durante tutte le feste. Così, io e Amelia abbiamo deciso di preparare un dolce speciale proprio col panettone, senza tralasciare i profumi della nostra terra: "gli agrumi e il limoncello".
Questa ricetta è stata pensata proprio per il cenone di Capodanno, per regalare ai vostri ospiti un dolce diverso ma allo stesso tempo tradizionale "Tiramisù di Panettone agli Agrumi".
Se avete già in mente il dolce da preparare per la cena della vigilia, potete utilizzare la nostra ricetta per riciclare il panettone dopo le feste...noi non buttiamo via nulla.
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martedì 22 dicembre 2015
Alberelli al Cioccolato e Frutta Candita
Questo sarà un Natale davvero speciale, un Natale dove finalmente potrò coronare uno dei miei sogni: "aprire un locale tutto mio".
Così con un po' di sacrifici, e corse contro il tempo, il 24 finalmente avrò la mia hamburgeria gourmet. Così presa dell'apertura, servizi vari , non sono riuscita ancora a comprare i regali, perciò per questo Natale ho deciso di regalare qualcosa fatto con le mie mani. Ho preparato degli alberelli al cioccolato con frutta candita al profumo di cannella, una vera delizia. Con un pó di fantasia e l'aiuto dei smarties, li ho decorati come veri alberelli.
La ricetta è davvero semplice, basta munirvi di stampi di carta per panettoni di media grandezza.
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